Panchine rimosse in piazza Porta Gusmana, lettera all'assessore Calabretta!



Gentile Assessore ai lavori pubblici Antonino Calabretta,

Vi scrivo in merito alla recente questione della rimozione dell’arredo urbano (nello specifico panchine) in piazza Porta Gusmana. In seguito alle forti reazioni di protesta dei cittadini residenti nella zona, mi è sembrato d’obbligo segnalarLe alcune motivazioni legali delle rimostranze che Vi sono pervenute in questi giorni e che probabilmente si trasformeranno in provvedimenti da parte di chi vorrà muoversi in tal modo se l’amministrazione non provvederà ad adempire i suoi doveri.

Vista la Legge n. 241/1990 ("Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi"), nello specifico negli art. 3 (motivazione del procedimento), art. 6 (compiti del responsabile del procedimento), art. 9 (intervento nel procedimento), art. 10 (diritti dei partecipanti al procedimento), art. 21 - quinquies. (revoca del provvedimento), art. 21 - septies (nullità del provvedimento), art. 21-octies, comma 1, (annullabilità del provvedimento), art. 21 – nonies, comma 1, (annullamento d'ufficio), chiedo che il suddetto provvedimento venga annullato in quanto già nullo per mancato rispetto del procedimento amministrativo con particolare riferimento alle motivazioni che Vi riferisco qui in seguito.

- Travisamento dei fatti, in quanto il provvedimento è stato deciso basandosi su una segnalazione di gestori di attività commerciali che, di fatto, non ha avuto riscontro nella realtà. I fatti segnalati e compresi nella motivazione non sono mai stati riscontrati, segnalati e verbalizzati da alcun organo tecnico adibito al controllo della zona.

- Perplessità e insufficienza dalla motivazione dell’atto, in quanto i problemi (tra l’altro inesistenti) denunciati dalle segnalazioni di alcune attività commerciali della zona non sono sicuramente risolvibili mediante la rimozione dell’arredo urbano, maggiormente quando questo è una risorsa importante per gli abitanti della zona (che per di più non hanno mai segnalato niente di anomalo).

- Ingiustizia manifesta, in quanto l’atto risulta immotivato e inopportuno poiché danneggiante una parte della cittadinanza che si è visibilmente lamentata di esso.

- Violazione e vizi del procedimento, in quanto questo è avvenuto in carenza degli elementi sopracitati (travisamento dei fatti, perplessità e insufficienza della motivazione dell’atto) con particolare riferimento alla fase istruttoria e decisoria. Mi chiedo come si sia potuto disporre l’intervento senza aver appurato la veridicità dei fatti, poiché, se ciò fosse accaduto, il procedimento ovviamente non sarebbe andato avanti.

Si chiede pertanto che, viste tutte le motivazioni fin qui addotte e la Legge n. 241/1990, art. 3 (motivazione del procedimento), art. 6 (compiti del responsabile del procedimento), art. 9 (intervento nel procedimento), art. 10 (diritti dei partecipanti al procedimento), art. 21 - quinquies. (revoca del provvedimento), art. 21 - septies (nullità del provvedimento), art. 21-octies, comma 1, (annullabilità del provvedimento), art. 21 – nonies, comma 1, (annullamento d'ufficio), il provvedimento venga effettivamente annullato, in quanto già giuridicamente nullo poiché decaduti i contenuti della motivazione e violato il procedimento amministrativo, con il ripristino dell’arredo urbano nelle posizioni originarie.

Cordiali saluti

Enrico Coco

Ps: la legge è consultabile qui http://www.altalex.com/index.php?idnot=550

Discarica naturale orientata "La Timpa"! Puntata n°1: i resti del cantiere dell'ecomostro alle Chiazzette!



Di solito quando si lascia un posto è buona educazione rimettere tutto a posto, specialmente quando si è fatto danno. Così non la pensa chi si è occupato del cantiere del mini ecomostro che ha donato l'ennesima macchia di cemento armato alla nostra povera Timpa e giace ora incompleto e in bella mostra sul sentiero dopo il blocco dell'opera architettonica che aveva dimostrato la capacità dei "responsabili" di integrare la costruzione alla natura eliminando quest'ultima (mi riprometto comunque di indagare sulla vicenda appena mi sarà possibile). Tralasciando il fatto che quella schifezza non avrebbe dovuto vedere nemmeno l'inizio dei lavori, qualche settimana fa il cantiere è stato smontato... Tutti penseranno che avranno "ripulito" l'area e lasciato solo la bruttura al suo posto (quella purtroppo non è facile da rimuovere), ecco, anche io mi ero illuso!
E' bastato affacciarsi dalla rete metallica che ormai ha ceduto per capire in che stato versi il luogo, e non basterebbe nemmeno la pazienza di un monaco tibetano per guardare il triste spettacolo che si apre alla vista.
C'è di tutto, dalle pietre di risulta ai tubi per lo scarico dei materiali, passando per sacchi di plastica, guanti, coperture metalliche e legnose, tavole di legno, bidoni, scale, tubi ovviamente non funzionanti sporgenti dal terreno, materiale di scarto edilizio e oggetti vari, oltre che ovviamente la dignità di chi avrebbe dovuto ripulire o dovrebbe controllare costantemente affinché la riserva sia di fatto e non solo di nome.


Clicca sulle foto per ingrandire... Se proprio ci tieni!





















Ddl intercettazioni, io disobbedirò!



Comunico che il Blog del Cocosauro, se dovesse essere approvato il ddl intercettazioni, continuerà a operare come ha sempre fatto non tenendo conto dell'ennesimo attacco alla libera informazione sulla Rete che proviene dal comma 29 del disegno di legge.
Non sarò schiavo di nessuno rimuovendo i contenuti del blog alle richieste di chiunque giudichi lesa la propria immagine, nè tantomeno pubblicherò rettifiche a raffica qualora non ce ne sia il bisogno (per serietà sono sempre stato disponibile al dialogo sui miei post, non mi serve una regola umiliante del genere).
Se questa porcata dovesse entrare in vigore mi metterò in contatto con qualcuno all'estero e farò pubblicare i miei post da lui su un sito con server fuori dalle nostre frontiere, sembrerà assurdo ma lo è di conseguenza all'insensatezza e all'ingiustizia che rappresenta tale "legge".
Disobbedire è un dovere.
(dopo la bici ovviamente :D)

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