CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... Agricantus!



Oggi ci tuffiamo nel Mediterraneo e nei suoi splendidi paesaggi, patria della musica locale folkloristica ed etnica che ci fa rivivere i paesaggi ogni volta che la ascoltiamo!
E' il turno degli Agricantus, un gruppo siciliano molto prestigioso e dai suoni particolari che ci fanno sognare! Sotto come al solito la biografia del gruppo presa dal sito ufficiale!



La band siciliana Agricantus e' considerata una delle piu' sensibili formazioni europee della World Music internazionale. Dopo "GNANZU'" e "VIAGGIARI", con i quali la musica etnica, di radici prevalentemente mediterranee, si mescola all'ambient e alla trance, e' con "TUAREG" che gli Agricantus raggiungono nel 1996 il successo in Italia e in Europa. Registrato in parte nel deserto del Mali con strumenti e musicisti nomadi, questo disco si e' aggiudicato la prestigiosa TARGA TENCO 1996 e il 6o posto della classifica della World Music Charts Europe. Nel 1997 gli Agricantus vincono il PIM - Premio Italiano della Musica. Sono co-realizzatori della colonna sonora del film "Hamam-il Bagno Turco", vincitore del Globo d'Oro '97. Nello stesso anno esce "Hale Bopp Souvenir" mini-cd con la partecipazione di Fadimata Wallet Oumar, portavoce della piu' autentica cultura Tuareg.



Nel 1998 esce "KALEIDOS", disco in cui gli Agricantus affrontano un viaggio alla ricerca delle radici della musica classica. In questa occasione si avvicinano ed ispirano a grandi compositori, come Grieg, Paganini, Brahms, di cui citano frammenti sonori o, come Luciano Berio, di cui seguono le tracce delle "13 Folk songs": musica classica, strumenti arcaici e tecnologia unite col desiderio di abolire i confini che li separano. Sempre nel 1998 sono co-autori della colonna sonora del film "I GIARDINI DELL'EDEN". Nel 1999 esce negli Stati Uniti "BEST OF AGRICANTUS", in licenza con l'etichetta World Class, che lo distribuisce oltre che negli USA, anche in Canada, America del Sud, Australia e Giappone. In poche settimane questo cd raggiunge la vetta delle classifiche radiofoniche world americane e australiane. Sempre nel 1999 esce "FAIDDI", una raccolta di alcune loro canzoni, riarrangiate e reinterpretate dal vivo. Strumenti acustici e digitali, sonorita' antiche e moderne, si intrecciano in un tessuto poetico, capace di evocare sensazioni forti, in cui la voce di Rosie Wiederkehr trasmette alle melodie la giusta sensualita' ed ipnosi, caratterizzando una musica piena di istinto.
"FAIDDI" e' anche la colonna sonora della mostra fotografica "ON THEIR SIDE" organizzata dall'UNICEF, in occasione del decimo anniversario dell'approvazione della Convenzione sui diritti dell'infanzia da parte dell'Assemblea Generale dell'ONU. Nel 2000 gli Agricantus firmano la colonna sonora del film "Placido Rizzotto" per la regia di Pasquale Scimeca. Presentato alla 57a Mostra Internazionale del cinema di Venezia nella sezione "Cinema del Presente" dove e' entusiasticamente accolto con grande ovazione dal pubblico e dalla critica, vincitore del Premio Fedic (Federazione Italiana dei Cineclub) e del Festival di Annecy, in concorso alla 25a Edizione del prestigioso Toronto International Film Festival.
Nel febbraio del 2001 esce "ETHNOSPHERE" il piu' recente concept album degli Agricantus, ovvero un viaggio virtuale tra il Tibet ed il Mediterraneo in cui si compenetrano luce ed ombra, notte e giorno, introspezione ed estroversione come le filosofie orientali insegnano.
Nel febbraio 2002 esce "JAMILA", un singolo prodotto dal quotidiano "Il Manifesto" frutto di una collaborazione tra Agricantus ed il chitarrista Francesco Bruno, e i cui proventi vengono destinati a finanziare una campagna di aiuti sanitari alla Sierra Leone intrapresa da Emergency. Sempre del 2002 e' Calura, album che raccoglie alcuni remix di dj Rocca del Mafia Club di Reggio Emilia, e Dj Keir del Blue Cheese di Roma, nonche' il brano Amatevi incluso nel Buddha Bar IV.
Nel 2001 gli Agricantus avviano una collaborazione con l'etichetta discografica "George V" che li distribuisce in tutto il mondo, includendoli nei cd Nirvana Lounge (2001) con il brano Hala Hala, Buddha Bar IV (2002) con il brano Amatevi (primo brano italiano inserito nella collana), Siddharta vol 1 (2003) con il brano Orbi Terrarum. Questa collaborazione discografica sfocia nell'evento live Agricantus e Dj Ravin in concerto che partecipa a prestigiosi festival internazionali quali "Roma incontra il Mondo 2003", "Festival delle Ville Tuscolane 2005", "Kals'Art 2005".
Gli Agricantus hanno tenuto concerti in Europa, Brasile, Israele e Siria. Sono stati ospiti di Festival Internazionali quali "Le Printemps de Bourges", "Arezzo Wave", "Le nuit Europennes" a Strasburgo, il "Womad" a Palermo ed il "Festival Internazionale della Medina" a Tunisi.

CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... John Mayer!



Oggi si va negli States! Ringrazio Gianfranco che mi ha fatto conoscere questa splendida chitarra suonata da John Mayer, un giovane talento americano che sicuramente già occupa e occuperà posti sempre più alti della graduatoria dei migliori!



Qui una breve biografia con album (fonte wikipedia).

Mayer ha il suo primo contatto con la musica a tredici anni quando un suo vicino di casa gli regala una registrazione di Stevie Ray Vaughan. Comincia subito a studiare la chitarra, prediligendo generi come il rock, il blues, e, più tardi, anche il soul. Nel giro di pochi anni aveva già fondato in un complesso chiamato "Villanova Junction" dove, con lui, suonavano Joe Beleznay, Tim Procaccini e Rich Wolf, alcuni suoi amici. All'età di 19 anni, Mayer si reca a studiare alla Berklee College of Music nel Massachusetts dove finisce anticipatamente per trasferirsi ad Atlanta (1998) dove comincia la sua carriera da chitarrista.

Album

Inside Wants Out (1999)
Nel 1999 esce il suo primo Ep da solista, Inside Wants Out, per una casa discografica indipendente. John scrive e arrangia la maggior parte delle otto canzoni presenti nell'Ep. Il lavoro si rivela un successo di critica ma non ottiene una promozione tale da permettere dei risultati commerciali. Il giovane Mayer comincia però a girare anche come turnista per qualche gruppo famoso, tra cui i Maroon 5 e i Counting Crows. L'unico singolo estratto è No Such Thing.
Room for Squares (2001)
Nel 2001, dopo un accordo con l'Aware/Columbia Records, passa ad una grande casa discografica che investe molto sul suo lavoro e produce il suo primo disco vero e proprio, Room for Squares, un disco che debutta nella top 10 della classifica americana e riesce a vendere più di cinque milioni di copie in tutto il mondo; ottiene una certificazione di quattro volte disco di platino in America, denotando vendite di oltre quattro milioni. L'album viene apprezzato anche dalla critica tanto che nel 2003 Mayer vince anche un Grammy per la migliore performance pop maschile in Your Body is a Wonderland. Dall'album vengono estratti tre singoli che ottengono un buon successo nella Billboard Hot 100, conquistando la top 20. Più tardi esce un disco live, Any Given Thursday con il quale riesce a vincere un disco di platino in America.
Heavier Things (2003)
Sempre nel 2003 esce il suo secondo disco, intitolato Heavier Things. L'abum, come il precedente, denota influenze musicali di vario tipo e segna anche una svolta nella carriera dell'artista, dato che in questo lavoro Mayer era intenzionato a far brillare le sue capacità di scrittore e compositore, ancora di più che nei precedenti lavori. L'album debutta alla prima posizione della classifica americana e successivamente ottiene il doppio disco di platino negli Usa e il disco di platino anche all'estero, in paesi come il Canada o l'Australia. Il terzo singolo estratto, Daughters, vince nel 2005 un Grammy come "Song of the Year" (ossia "Canzone dell'anno"). Questo premio appartiene a una delle quattro categorie più importanti di questi premi, le cosiddette "Big four". Inoltre vince nella categoria "Migliore performance vocale maschile".
Continuum (2006)
Il 23 ottobre 2006 esce Continuum, che segna delle sfumature stilistiche diverse rispetto ai precedenti lavori. Nell'album si notano maggiormente influenze di Stevie Ray Vaughan, Eric Clapton o Herbie Hancock e vi è un passaggio dal rock al blues rock e, in certi casi, al soul. Infatti, collabora con esponenti di altri stili musicali, come nel brano Lesson Learned con Alicia Keys, contenuto nell'album As I Am del 2007. Inoltre, appaiono brani di denuncia sociale o politica, come Belief o Waiting on the World to Change, in cui esprime il suo disappunto verso la situazione politica e umanitaria di questi tempi. L'album ottiene diversi premi, tra cui due Grammy nel 2007 e altri due nel 2009. L'album si rivela un nuovo successo di critica e pubblico, ottenendo il doppio disco di platino in America. Nel 2007 John Mayer collabora con Kanye West incidendo una canzone Bittersweet Poetry dell'album Graduation.

CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... Mario Biondi!



Oggi spazio al jazz made in Sicily e soprattutto Catania! Ecco a voi Mario Biondi, che molti di voi conosceranno per il pezzo "This is what you are" (ultimo video) che è stato il tormentone da radio qualche anno fa, adesso vi propongo qualche canzone dell'ultimo album, che è una raccolta di rivisitazioni di successi della storia del jazz.
Buon divertimento!



Qui la biografia (fonte sito ufficiale).

Mario Biondi nasce a Catania. Figlio d'arte: il papà, Stefano Biondi, famoso cantautore siciliano (autore di "Tu Malatia", canzone diventata l'inno della città di Catania), lo introduce fin da giovanissimo nel mondo della musica.
A 12 anni comincia a cantare in giro per la Sicilia, dapprima come corista nelle chiese, poi nella prima piazza, a Giarre, davanti a migliaia di persone. E' il 1988 che segna l'inizio ufficiale della vita artistica del giovane Mario: al "Tout Va" di Taormina fa da spalla ai big dell'epoca che passano dal celebre locale, tra gli altri, uno su tutti, Ray Charles. Appassionato di black music nelle sue varie declinazioni, forgia il suo stile vocale ascoltando i dischi di Lou Rawls, Al Jarreau, Bill Withers, Isaac Hayes e Donny Hataway.
E' l'inizio del background artistico che lo porterà ad abbandonare poco a poco, ma mai definitivamente, la canzone italiana e a dedicarsi agli idoli d'oltreoceano.
Dopo qualche esperienza teatrale e televisiva decide di lasciare la sua Sicilia per trasferirsi a Reggio Emilia, dove prende da subito i primi contatti con i musicisti del luogo ed inizia ad esibirsi dal vivo con il gruppo Mario Bro. per poi trasferirsi nella vicina Parma, dove attualmente vive.
Fortunato è stato l'incontro con Chicco Capiozzo (figlio di Giulio, leggendario batterista degli Area) e Michele "Mecco" Guidi (già con Jimmy Owens ed Enrico Rava) con i quali incide l'album "Whysky a Go Go" e intraprende un fortunato tour di 25 giorni negli Stati Uniti, nel periodo in cui il noto telefilm "Sex and the City" includeva brani di quel disco nella propria colonna sonora.
Contemporaneamente collabora con importanti DJs in produzioni musicalmente eterogenee dalla dance alla deephouse di qualità.



Nel 2004 nasce il progetto "Was-a-Bee" con la prima versione di “This is What You Are”, composta in collaborazione con Alessandro Magnanini e pensato per il mercato Giapponese. Inaspettatamente il brano arriva sulla scrivania di Norman Jay, dj inglese di Radio BBC1 che lo inserisce subito nella sua personale playlist e nella compilation "Good Times 5", assieme ad artisti del calibro di Otis Redding, Marvin Gaye e James Brown, raggiungendo successivamente la testa della classifica del famoso network inglese.
A fine Ottobre del 2006 esce il suo primo album, "Handful of Soul”, frutto dell'incontro con la Schema Records e il gruppo più significativo della scena jazz italiana ed internazionale, gli High Five Quintet, che lo porta alla ribalta facendogli conquistare dopo pochi mesi il primo disco d'oro, seguito a breve distanza da quello di platino, grazie anche alla tournée estiva (prodotta e realizzata da Live Tour) nei teatri più suggestivi d’Italia (Teatro Romano di Verona, Teatro Antico di Taormina, Sferisterio di Macerata...), nei club più prestigiosi e in importanti rassegne Jazz italiane ed internazionali.
Iniziano le collaborazioni importanti quali la partecipazione come ospite al Festival di Sanremo del 2007 in duetto con Amalia Grè. Sempre nel 2007 vince il premio "The Voice Venice Music Awards", il premio "Mia Martini", e il premio "Musica & Dischi" per l'album più venduto dell'anno.
Duetta con Ornella Vanoni nel brano "Cosa Mi Importa", incluso nel suo nuovo album e con il gruppo vocale "Neri Per Caso" nel brano "What a Fool Believes".
Interpreta un brano realizzato ad hoc per il documentario sulla vita di Sofia Loren, presentato in anteprima mondiale al "Roma Film Fest" 2007.



Sempre nel 2007, frutto della amicizia con Tonino Accolla, si cimenta nel doppiaggio. Presta infatti la voce nel film "Talk to Me" del regista Kasi Lemmons con musiche di Terence Blanchard.
In Ottobre riceve il secondo disco d'oro e il secondo disco di platino per avere superato le 160.000 copie vendute.
Arriva infine la chiusura del tour estivo con due splendide serate al "Teatro Smeraldo" di Milano, durante le quali viene registrato il doppio album "Mario Biondi and Duke Orchestra, I Love you More - Live", uscito il 30 Novembre 2007.
Il disco, prodotto da Live Tour, viene realizzato con l'orchestra di 25 elementi diretta per l'occasione dal Maestro Peppe Vessicchio, che ne arrangia anche alcuni brani, e con gli "High Five Quintet". La raccolta di brani contiene anche diversi inediti tra i quali "I love You More", brano di rara intensità e magia a cui l'artista e compositore è particolarmente legato e nuove rivisitazioni di "Close To You" di Burt Bacharach e "Just The Way You Are" di Billy Joel.

CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... Il Divo!



Adesso spazio alle grandi voci, ecco a voi Il Divo! Questo gruppo l'ho scoperto casualmente girando sull'Itunes store, infatti in Italia non sono molto conosciuti, ma vi assicurano che lo meritano! Anche qui la biografia del quartetto presa in lingua madre dal loro sito ufficiale, buon ascolto a tutti!



Il Divo are back: refreshed, reinvigorated, and ready to remind the world just what we've been missing.
The original and most popular operatic quartet return in November with their richest, most dynamic and diverse album, The Promise.
"People might be surprised by this album," suggests American tenor David Miller. "Our goal was to approach it with fresh ears and fresh spirits, and try some different things. We've still got all the cannons and fireworks, but there is more range, different dynamics, more light and shade, more colour. It's a more complete album."

Something crucial happened to Il Divo in the process of making this record. Four singers from different countries and different musical disciplines discovered a new unity of purpose.

"We are more mature than when we started," according to Spanish baritone Carlos Marin. "We are not in the mode of being four solo singers anymore. We are a group."

"We have gained a lot of trust in each other," elaborates Swiss tenor Urs Buhler. "We realised that what's best for Il Divo is best for each of us, cause we are Il Divo. You can't separate one from the other."

Or as French pop singer Sebastien Izambard puts it: "Il Divo became one."

Il Divo were initially brought together by pop impresario Simon Cowell in 2004, following an extensive worldwide audition process. The virtuoso blending of operatic technique with romantic and popular song took the world by storm, with sales of over 22 million. Their first three albums, 'Il Divo', 'Ancora' and 'Siempre' scored 36 number 1 chart positions across 26 countries. But success was hard earned.

"It was a massive experiment, really," recalls David. "You bring four solo singers together, three operatic, one pop, four different countries, there's language barriers, there's no template for what we were trying to do. Simon said, 'here's some songs, make me proud.' We had to figure it out as we went along."



The trick of Il Divo has been to make it look so easy. The public fell for these four handsome men, singing their hearts out, transforming some of the great songs of the popular canon with outstanding vocal skills. But behind the scenes it involved all consuming dedication and a relentless drive for perfection. "For everybody it has been a big journey," explains Sebastian. "We put the work in. We try to make everything the best. That's the challenge."

Il Divo's schedule has been non stop. Two sold out world tours have seen them performing to over 1.5 million people in thirty countries. They appeared at the opening and closing ceremonies of the FIFA 2006 World Cup, singing the official theme song with Toni Braxton. And they were special guests of Barbara Streisand on her 2006 tour of North America. And all the time they have been refining and defining the musical genre they have effectively created, searching, as David puts it, for songs and a style that suit both opera and pop, "so that we can transcend the two."

"It's all a work in progress," says Urs. "You can analyse classical music but in the pop world, it grabs you or it doesn't. You can do your best, and think 'I sang so high, and so loud', and if it didn't touch anyone, you might as well not do it. So there has been a lot to learn, discovering different registers, different facets of the voice, creating sounds that would not be considered technically correct in classical singing, but transmit emotion in a way that is almost spiritual. A nice piece of music that touches people, who cares if its 16th century or 20th century music? In an Il Divo concert, you've got 20,000 people out there, happy to see you, happy to listen to you, that gives you such an energy, that's fantastic."

After three years of constant work establishing themselves as the biggest global breakthrough artists of their time, Il Divo took a well earned break for most of 2007. When they got back together to begin preparations for their fourth album, they found the dynamic had subtly shifted. "We all just sort of looked at each other and realised we are a team," explains David. "We have been each others shoulders to lean on, the guys that have kept it all going. And the whole thing just went click."

"We discover that this is our boat, and we are four captains," announces Carlos, cryptically. "It was very easy to let the busy schedule take over and just let it float you down the river," elaborates Urs. "The record company and management keep the boat afloat but we are steering, and nobody can do it in our place. We have to believe in everything we do, its our responsibility. And so we have developed a very strong feeling about what we have to do, and we do it together."

All four agree that, for their first album, they almost stumbled on a way of working, which they honed and perfected over the follow ups. For the new album they wanted to branch out creatively. An early decision was to work with only one producer, longtime collaborator Steve McCutcheon (aka Steve Mac).

"Steve Mac is a genius," declares Carlos. "One of the best in the world, he creates beautiful orchestrations and he is not afraid to try different ideas and arrangements."

"We were able to think of the album as a whole piece, and find more balance," according to Urs. "So it can be big and dramatic but also quiet and intimate. We have walked down some new paths with these songs."



The result is an album of contrasts. It includes a version of Frankie Goes To Hollywood's 'The Power Of Love' with what David hails as "the biggest Il Divo finale you've ever heard." But at the other end of the spectrum stands a haunting and beautiful version of Leonard Cohen's 'Hallelujah'. "We had to adjust the curve for this," explains Urs. "It is soft and urging, very moving." And they all enthuse about a version of ABBA's 'Winner Takes It All'. "I thought it would be a little cheesy," admits Carlos. "But we slow it down, change the key, and it really works. This is the best album, for me. It's like Il Divo, only more!"

"I think there's something missing in today's music, that hasn't been around for a couple of decades, of the real voice shining through the production," declares David. "This is something we have strived for since the beginning. It's kind of old school. Real voices, real lyricism, real artistry."

"In Il Divo, it's something special when we sing all together," adds Carlos. "It doesn't matter who sings the melody and who sings the harmony, it feels like a big wave, a tsunami is arriving. It's amazing, the feeling, its so powerful, even when I am on stage with the other guys singing, I still get goosebumps."

CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... Vanessa da Mata!



Continua il nostro viaggio nella musica, è il turno di Vanessa da Mata, una tra le più famose cantanti brasiliane che ci regala con la sua musica ritmi estivi e dal sapore di brasile, sole, mare e relax! Sotto la biografia in inglese, presa direttamente dal sito ufficiale dell'artista, che è facile da capire e nello stesso tempo molto completa!



Vanessa da Mata was born in 1976, in small Alto Garças, in the state of Mato Grosso, West Brazil. The town is located some 250 miles away from Cuiabá, the state capital, and is surrounded by rivers and waterfalls. Self-taught, she grew up listening to all kinds of music, from the king of baião (typical Northeastern Brazilian music), Luiz Gonzaga, to bossa nova genius Tom Jobim, the beautiful voice of Milton Nascimento and old-school romantic Brazilian singer Orlando Silva. She was also fond of regional rythyms such as the carimbó, which she heard in records an uncle brought her from the Amazon region. She also heard some samba, Brazilian folk music and even Italian romantic songs, which came from an AM radio station that could be reached from Alto Garças.

Vanessa moved to Uberlândia, in the Southeastern state of Minas Gerais (about 750 mils from home), when she was 14. She moved alone to a girls' home, thinking about studying in order to get into med-school. But deep inside she knew she wanted to sing. She was 15 when she started singing in local pubs. In 1992 Vanessa moved again, this time to big São Paulo, where she became part of the all-girl reggae band Shalla-Ball. Three years later she went on tour with Jamaican reggae stars Black Uhuru, and later joined the Brazilian folk group Mafuá. By then she also split her time between the carreers of basketball player and fashion model.

She met composer Chico César in 1997, and the duo wrote the song "A força que nunca seca" ("The force that never dries out"), which was recorded by Brazilian superstar Maria Bethânia, who named her record after the tune, in 1999. Bethânia's recording received a Latin Grammy nomination, and the song was also recorded by César, in his CD "Mama Mundi". Brazil was meeting a great songwriter. Bethânia recorded Wanessa's work again: "O canto de Dona Sinhá" ("Lady Sinhá's song") came on the sucessful "Maricotinha" – in a duet with Caetano Veloso, no less – and also in the corresponding live Record. Another song, "Viagem" ("Trip"), was recorded by Daniela Mercury, in her CD "O Sol da Liberdade" ("The sun of freedom"). Together with Ana Carolina she wrote "Me sento na rua" ("I sit down on the street"), which appeared in "Ana Rita Joana Iracema e Carolina" (2001).

Vanessa's voice and performance were also starting to turn heads. She sang live with Milton Nascimento, Bethânia and in bossa nova legend Baden Powell's last shows. She was ready to start her own carrer as a singer.

Her début came in 2002, "Vanessa da Mata" (Sony) – produced by Liminha, Jaques Morelenbaum, Luiz Brasil, Dadi and Kassin. Three of the songs contained in the CD became big hits in Brazil: "Nossa Canção" ("Our Song", featured in the popular TV series "Celebridade"), "Não me deixe só" ("Don't leave me", a dancefloor favourite through DJ Ramilson Maia's remix) and "Onde ir" ("Where to go", from another TV series, "Esperança").
Her second CD, "Essa boneca tem manual" ("This doll has a manual", Sony) was released in 2004 and had Liminha again as a producer. The famous studio man and musician also wrote songs with Vanessa – such as "Ai ai ai…", "Ainda bem" and "Não chore homem". She also recorded a new version of Caetano's "Eu Sou Neguinha"(featured in the TV series "A Lua Me Disse") and "História de Uma Gata" (by Chico Buarque, from the famous children's musical "Saltimbancos"). "Ai ai ai…" (an expression that means moaning) was the song Brazilian radio played the most in 2006, and the album went platinum.

"Sim" ("Yes"), her third CD, released in 2007, was produced by Mario Caldato and Kassin. It was recorded in studios in Jamaica and Brazil. Five of the 13 tracks feature the reggae legends Sly and Robbie. "Sim", the title, was chosen by Vanessa because it is "a positive answer to life, a fighting response". It also features Ben Harper, famous bossa nova composer João Donato, drummer Wilson das Neves, Don Chacal and a bunch of young Brazilian musicians, such as drummer Pupillo (from Nação Zumbi), and guitar players Fernando Catatau (Cidadão Instigado), Pedro Sá and Davi Moraes, among others.

Multishow Live – Vanessa da Mata:

In an astonishing set – the colonial Paraty downtown – Vanessa da Mata presents her first live recording and her first DVD: Multishow Live – Vanessa da Mata, directed by Joana Mazzucchelli. The show, free of charge, amazed both tourists and Paraty locals, who danced to the singer’s hits. Vanessa recorded songs from her three records: “Sim” (“Yes”), “Essa Boneca Tem Manual” (“This Doll Comes With Instructions”) and “Vanessa da Mata”. Onstage, whe had with her the Jamaican team of Sly Dunbar (drums) and Robbie Shakespeare (bass), show recorded with her in “Sim” the songs "Boa Sorte/Good Luck" (a hit Vanessa had together with Bem Harper), "Vermelho" (“Red”), "Ilegais" (“Illegal”), “Pirraça” (“Stuborness”) and “Absurdo” (“Absurd”).

CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... Yanni!



Dopo il rock italiano spazio al new age! Ecco a voi Yanni, un compositore di origine greca che con la sua combriccola ci regala non poche emozioni, sotto la biografia (fonte Wikipedia) e suoi video spettacolari, per la cui scoperta ringrazio Fabio che in una calda domenica di luglio mi allietò la giornata e le orecchie con codeste melodie :D!



Yanni, nome d'arte di Yannis Hrysomallis, Γιάννης Χρυσομάλλης (Kalamata, 14 novembre 1954), è un pianista, tastierista e compositore greco.
Lasciò la sua patria a diciott'anni per frequentare l'Università del Minnesota.
Dopo aver conseguito una laurea in Psicologia, tentò la strada della musica, nonostante non avesse mai ricevuto una formazione di base in tal senso e non fosse in grado di leggere una nota.
Dopo aver suonato le tastiere in rock band locali come i Chameleon, si trasferì in California alla ricerca di lavoro come compositore di musiche per film.
Nel 1987 mise insieme una piccola band che includeva i già compagni di musica Charlie Adams e John Tesh e iniziò un tour di promozione dei suoi primi album strumentali: Keys to Imagination, Out of Silence e Chameleon Days.
Nel 1992 ricevette la nomination al Grammy Award per l'album Dare to Dream, riconoscimento bissato l'anno successivo con In My Time.
L'inizio del grande successo arrivò con l'uscita di Yanni Live at the Acropolis, un concerto condotto dal compositore iraniano Shahrdad Rohani, filmato il 25 settembre 1993 al Teatro di Erode Attico, di Atene e giudicato il secondo video musicale migliore di tutti i tempi.[1] È stato accreditato che una composizione di questo album, Acroyali/Standing in Motion, presenta il controverso Effetto Mozart.
Da allora, Yanni ha eseguito concerti da oltre due milioni di spettatori in più di venti Paesi del mondo. I tour del Nord America del 1995, del 1998 e del 2003-2005 sono finiti nella Top 10 dei concerti dell'anno. Ha accumulato più di 35 dischi d'oro e di platino, vendendo oltre venti milioni di copie dei suoi album.
Nel 1997 è diventato uno dei pochi artisti a cui è permesso suonare al Taj Mahal, in India. Il suo più recente album live, Yanni Live! The Concert Event, è uscito nel 2006. Il 6 maggio 2004, i rettori dell'Università del Minnesota gli hanno conferito la laurea honoris causa in Lettere.





Quando delle note comunicano come le parole...

CoCoSAuRo MuSiC FeSTiVaL... Negrita!



Come primo gruppo di questo festino musicale ecco i Negrita, il mio gruppo musicale italiano preferito di cui vi propongo alcune canzoni che mi piacciono molto e probabilmente non avrete mai sentito perchè non sono molto recenti e nemmeno molto conosciute, però sicuramente stupende!







Cocosauro Music Festival... La Rete le suona a tutti!



Ciao a tutti! Nell'ultimo post vi avevo promesso che qualcosa ve l'avrei combinata, ed ecco qui una cosa che spero vi piacerà!
Era da un po' di tempo che volevo riempire di musica il blog oltre alla canzone della settimana, quindi perchè non approfittare del periodo clou dell'estate per rilassarci un po' con della sana musica?
Sentirete suoni di tutti i tipi, dai più strampalati per le vostre orecchie ai più conosciuti, artisti che magari non avrete mai ascoltato... La musica quasi sempre vuole comunicare qualcosa, spesso temi molto importanti o sensazioni che magari ognuno prova ogni giorno e in cui si ci può rispecchiare, è una parte importante della vita di ogni persona, perchè lei non ti tradisce mai ed è sempre pronta ad aiutarti...
Dopo queste riflessioni filosofiche che non sono da me, passiamo a qualcosa di più pratico, per quello che vedrete in questi giorni dovrete ringraziare me solo in parte, ringraziate YouTube e Wikipedia perchè sono due strumenti fondamentali per diffondere la cultura ai giorni d'oggi che non la mettono ai primi posti nella scala di importanza...
Beh... A questo punto non posso che auguravi un buon ascolto sul blog!

Qui il banner dell'iniziativa per chi la volesse diffondere (verrà linkato in basso)

ccsmf


Il blog in più o meno ferie!



Eh si, avete letto bene! Anche il Cocosauro ha bisogno di un po' di riposo! Quindi per il periodo clou dell'estate il blog avrà contenuti più rilassanti ed "estatosi", però sempre costruttivi!
Ovviamente non vi anticipo nient'altro... Stay tuned!

No comment n°24





Davvero senza parole... Come penso resterete voi e chiunque sia cosciente che quella cosa che vorrebbero costruire sia semplicemente la più grande cavolata del secolo... Io piuttosto che vedere distrutta la bellissima terra mia e dei miei posteri, vorrei vedere delle infrastrutture da paese civile nella mia regione... Di sicuro non è il ponte... E se ci mettiamo che un cittadino non può nemmeno esprimere la sua idea senza essere caricato, la cosa è ancora più tragica...
No comment...

Gli Happy Tree Friends e la clonazione!



Hehe ora capisco perché la chiesa è contro la clonazione! Gli Happy Tree Friends ci regalano lo stupidissimo video di questo weekend che mostra le "piccole" lacune di questo strano sistema per clonare se stessi, buon divertimento e buona estate a tutti!

Ps: non provatelo a casa :p!
Pps importante: sconsigliata la visione a chi è particolarmente sensibile!
(dopo la bici ovviamente :D)

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